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Cinzia Camorali su |
CAMBIARE PER VIVERE MEGLIO TUTTI Il mio impegno: l’attenzione per la persona al centro dell’interesse della Regione Lavorerò Per la SICUREZZA, un bene primario che deve essere garantito. La Regione attualmente ha una competenza specifica sul controllo della Polizia amministrativa locale. Proporrò l’istituzione di un Assessorato di coordinamento della sicurezza tra enti territoriali. Per la SANITA’, che tuteli davvero il diritto alla salute, offrendo strutture e personale d’eccellenza, che il cittadino possa valutare e quindi scegliere in base alla qualità del servizio reso. Per il DIRITTO ALLA VITA INDIPENDENTE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ, con proposte volte a qualificare il progetto di vita di queste persone e delle loro famiglie. Per le IMPRESE, di cui è necessario promuovere l’attività, l’innovazione e l’espansione anche in senso INTERNAZIONALE. Tutelare le imprese significa tutelare l’OCCUPAZIONE. Per una FORMAZIONE orientata all’inserimento dei GIOVANI nel mondo del lavoro, creando una sinergia con le reali necessità in risorse umane delle aziende. Per l’EFFICIENZA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE REGIONALE, che deve essere assolutamente trasparente nella sua attività, controllabile da parte di ogni cittadino. Per la VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO DELLA NOSTRA CITTA’ E DELLA NOSTRA PROVINCIA a partire dalle nostre eccellenze perché Parma diventi un punto di riferimento non solo in Emilia Romagna, ma anche in Italia, in Europa e nel Mondo.
PARMA PROTAGONISTA DI UNA NUOVA REGIONE
PRESENTAZIONE DALLA CANDIDATA E DEL SUO PROGRAMMA
Sono Cinzia Camorali, sono un volto nuovo della politica, vengo dalla società civile. Sono laureata in medicina e chirurgia e mi occupo di odontoiatria come libera professionista nel mio studio privato da più di 20 anni. Sono convinta che la mia esperienza di vita sia il mio punto di forza per poter affrontare la politica in un modo diverso. La politica in passato è stata troppo spesso fatta di sterile polemica e di problemi irrisolti, che ci sono ma non vanno solo agitati e discussi eternamente. I problemi ci sono, li conosciamo bene: il Lavoro che non c’è, l’Economia in crisi, i Servizi inadeguati, la Sanità che non funziona. Io mi sono candidata per lavorare con impegno alla soluzione di questi problemi con il buon senso, la concretezza e, lasciatemelo dire, la caparbietà che solo noi donne abbiamo e qualche volta ci porta a raggiungere obiettivi da molti ritenuti impossibili. Sono nata a Parma, ho vissuto nell’Appennino Parmense dove mio padre lavorava come medico di famiglia e lì ho imparato a conoscere e ad amare la nostra montagna, che non considero un problema da risolvere ma una risorsa da valorizzare. Parma mi ha dato tanto: qui mi sono formata, ho fatto il mio percorso lavorativo ed umano. Proprio la riconoscenza verso questa città mi ha portato a scegliere di restituire, se possibile ed in parte, quello che mi è stato dato. Questo è il punto: metterò a disposizione della Comunità la mia persona e i valori che hanno forgiato e permeato il mio carattere: la coerenza, la dedizione alle cose in cui credo, il rispetto della persona, l’importanza inalienabile del lavoro quotidiano. E’ proprio l’impegno quotidiano che mi ha permesso di conoscere le esigenze dei cittadini di Parma e della Provincia e che mi consente oggi di mettere a disposizione della Comunità l’esperienza acquisita sui bisogni della persona. Una delle motivazioni che mi ha spinto a scendere in politica, a “metterci la faccia” è proprio la promozione di una “cultura della solidarietà”, che garantisca i diritti delle persone più svantaggiate: malati, diversamente abili, anziani. Come Parmigiana ed Emiliana auspico, voglio e mi batterò per questo: che la mia città inizi a contare maggiormente in una Nuova Regione, una Regione nella quale governa attualmente una sinistra immobile, stantia, monolitica, incapace di recepire quelle istanze di innovazione e modernizzazione che la odierna società civile ha ormai fatto sue. Guardate che proprio questa è la questione: farsi carico da parte mia e del mio partito di quel processo di cambiamento di cui Parma e l’Emilia Romagna vogliono entrare a far parte, catalizzando le richieste che provengono dal nostro elettorato e sostenendo i valori della libertà, della sussidiarietà e della promozione dello sviluppo che hanno fatto del nostro movimento la vera motrice del nostro Paese. In poche parole lavorerò per una Regione Nuova, che soddisfi le esigenze delle persone perché tutti possano vivere meglio Questo significa Adoperarsi per ridurre gli sprechi e per migliorare l’EFFICIENZA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE in Regione, che deve essere assolutamente trasparente nella sua attività, controllabile da parte di ogni cittadino. E’ importante semplificare, anche per via telematica, la comunicazione tra Regione e cittadini. La Regione non deve essere recepita dal cittadino come un ente astratto, ma come un’istituzione a lui vicina e al suo servizio. Favorire la riduzione degli ostacoli burocratici a favore delle IMPRESE, di cui è necessario promuovere l’attività e l’espansione anche in senso internazionale e lo spirito di innovazione. Tutelare le imprese significa tutelare l’occupazione. Promuovere in Regione una FORMAZIONE al lavoro orientata all’inserimento dei GIOVANI nel mondo del lavoro creando una sinergia con le reali necessità in risorse umane delle imprese. Cosa voglio dire: Ci troviamo in un momento storico di particolare difficoltà per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. La crisi economica ha messo in difficoltà soprattutto le piccole e medie imprese che spesso non solo non sono riuscite a potenziare ma neppure a mantenere il loro organico. Anche nella nostra provincia ci sono stati diversi casi di imprese costrette a mettere in cassa integrazione i loro dipendenti. I liberi professionisti hanno dovuto far fronte ad una riduzione della richiesta di prestazioni con una riduzione dei costi di impresa, che spesso ha coinciso con una riduzione del personale dipendente. Nella stessa situazione si trovano i commercianti. Ritengo che la facilitazione all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro possa scaturire solo dalla interazione di diversi provvedimenti, sui quali la Regione può intervenire fattivamente 1) COORDINAZIONE TRA DOMANDA E OFFERTA a. Collaborazione diretta e continuativa tra imprese e enti preposti all’istruzione perché sia chiaro al giovane che si trova a decidere l’obiettivo della sua formazione quali sono le reali opportunità di sbocco lavorativo b. Favorire l’intervento delle aziende stesse nei percorsi formativi in modo da sincronizzare le esigenze in risorse umane e i settori di apprendimento dei giovani 2) SGRAVI PER LE IMPRESE CHE ASSUMANO GIOVANI AL PRIMO IMPIEGO e si impegnino a completarne la formazione 3) OTTIMIZZAZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI come fucine di know how e competenze specifiche per raggiungere l’eccellenza formativa. Sostenere un FEDERALISMO FISCALE che consenta alle Regioni di rispondere con maggiore efficacia alle esigenze specifiche del loro territorio dando a chi governa la responsabilità diretta di fronte alla comunità locale Realizzare una politica della SANITA’in cui la Regione favorisca la libertà di scelta di ogni persona di fronte ad una pluralità di soggetti pubblici e privati che offrano servizi di pubblica utilità da valutare in base al servizio reso. Intendo profondere tutto il mio impegno a favore del diritto alla vita indipendente delle PERSONE CON DISABILITA' GRAVE, con una serie di proposte volte a qualificare il progetto di vita di queste persone e delle loro famiglie. Mi impegnerò per La piena realizzazione degli interventi previsti e per la rivalutazione delle condizioni sociali dei cittadini ultra settantacinquenni e dei disabili residenti, coinvolgendo le associazioni di volontariato, il distretto sanitario, le OO.SS. ed i servizi connessi, al fine di far emergere la domanda di bisogni altrimenti non espressi. Favorire la formazione e l’inserimento lavorativo dei diversamente abili: il lavoro, che rappresenta la forma più importante di inserimento nella società, riveste una particolare importanza per migliorare la qualità di vita di queste persone. Il diritto delle persone con disabilità ad essere autonome ed indipendenti senza subire condizioni inumani e degradanti nel dover reclamare l’aiuto personale, la possibilità di uscire di casa liberamente, procurarsi le risorse per vivere e muoversi liberamente per il territorio in cui si vive oppure si sceglie di visitare. In definitiva quello che chiederò sarà l’assistenza autogestita diventi quindi un livello essenziale di assistenza Rivoluzione urbanistica e tecnologica per un territorio totalmente accessibile per malati, disabili, anziani. Libertà di movimento sia “fisica” grazie a piani di abbattimento sistematico delle barriere architettoniche che “telematica” per favorire la comunicazione in rete di chi ha difficoltà negli spostamenti.Vorrei che la nostra Regione potesse raggiungere quegli standard di eccellenza che contraddistinguono i Paesi del Nord Europa che garantiscono l’accessibilità di strade, edifici e trasporti in maniera uguale per ogni cittadino. Come donna e cittadina ritengo che la Regione debba sfruttare le sue competenze sulla SICUREZZA. La sicurezza è un bene primario che deve essere garantito alla persona. Oggi è messa a repentaglio e sono necessari provvedimenti adeguati perché ognuno di noi possa tornare a vivere serenamente. Ritengo che l’immigrazione possa diventare una risorsa per la nostra società, se una legislazione adeguata ne favorisce la regolamentazione. Si deve favorire l’inserimento nella nostra società solo di chi intenda rispettarne le leggi e le tradizioni, nel rispetto da parte nostra della loro cultura. Da rifiutare invece chi non si adegui al nostro modo di vivere e mini con il suo comportamento la serenità della nostra vita. Farò il possibile per proporre ed attuare programmi concertati con le forze dell’ordine locali nella convinzione di poter attuare interventi mirati per il controllo dei singoli quartieri. E’necessario però conferire alla Regione una reale possibilità di intervenire sulla Sicurezza: proporrò pertanto l’istituzione di un ‘Assessorato di coordinamento tra i vari enti: Regione – Provincie – Comuni. Il punto focale del mio programma però è la VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO DELLA NOSTRA CITTA’ E DELLA NOSTRA PROVINCIA a partire dalle nostre eccellenze perché Parma diventi un punto di riferimento non solo in Emilia Romagna, ma anche in Italia, in Europa e nel Mondo. L’agricoltura e l’allevamento, con tutto l’insieme dei valori che attorno ad esse ruotano: il valore del lavoro, dell’impegno quotidiano, del polo familiare, della condivisione sono storicamente alla base dello sviluppo economico del nostro territorio, anche imprenditoriale (salumifici, caseifici) e commerciale. La Regione deve, per quanto possibile, sostenere queste risorse con agevolazioni, sgravi, incentivi per rilanciare la competitività del territorio. Il turismo è, a mio parere, un punto critico per la valorizzazione del nostro territorio che dobbiamo ancora iniziare a sfruttare. In città grazie all’efficienza dell’amministrazione comunale sono già stati realizzati grandi progetti, soprattutto per quanto riguarda il turismo “d’arte”. Si è pensato alla pittura, vedi mostre del Parmigianino e del Correggio in passato e oggi Nove100; alla musica con il Festival Verdi e la Stagione Lirica. Eventi che però richiedono un’ottimizzazione della logistica: il potenziamento delle strutture recettive alberghiere e infrastrutture che facilitino lo spostamento dei turisti. Il termalismo è una risorsa non adeguatamente sfruttata che potrebbe dare grandi soddisfazioni. Siamo dotati di ricchezze naturali in località come Salsomaggiore e Tabiano, dove però la gestione inefficiente delle strutture termali, alberghiere e urbanistiche ha portato invece ad una crisi profonda. Salsomaggiore, che oltre alle terme può vantarsi della presenza di un invidiabile campo da golf, oggi vive solo grazie alla manifestazione di Miss Italia e nel resto dell’anno è diventato un paese in cui la vita è difficile per gli stessi residenti, costretti a spostarsi verso la città per qualunque esigenza. La montagna prima che un problema da affrontare è una risorsa da valorizzare. E’ una zona adatta per un turismo moderno, ma le potenzialità inespresse necessitano di un sostegno pubblico: impianti sciistici da ottimizzare (penso a Schia, Prato Spilla, Lagdei), percorsi di trekking e mountain bike da potenziare, costruzione di “palestre di roccia” per l’arrampicata libera (una è stata realizzata recentemente a Bardi) da incentivare. C’è bisogno di un’azione mirata della Regione con interventi specifici senza sprechi a favore delle imprese che operano in montagna,che hanno maggiori costi di produzione, maggiori costi di riscaldamento, problemi di reperibilità di personale specializzato, problemi di trasporto e comunicazione. La nostra montagna ha ancora potenzialità legate alla ricerca e allo sviluppo in campo energetico su cui la regione potrebbe investire (penso a eolico, fotovoltaico, idroelettrico, piccole biomasse) La Regione deve profondere tutto il suo impegno per arrestare e se possibile invertire la tendenza allo spopolamento della montagna promuovendo il mantenimento di strutture sanitarie, scolastiche e dei servizi sociali. Produrre ricchezza grazie a funzioni di eccellenza non è sufficiente: bisogna poter raggiungere e muovere il prodotto con celerità, pensare alla logistica. La valorizzazione del territorio va di pari passo con il potenziamento delle INFRASTRUTTURE. A cominciare dal nostro aeroporto che attualmente dispone di 6 voli di cui solo 2 internazionali (verso Tirana e Londra) contro i 18 di Forlì di cui 14 internazionali. L’internazionalizzazione tanto dell’economia che del turismo sono strettamente legati ad un’espansione dell’aeroporto da attuarsi con contributi regionali. Il vero problema dell’Emilia Romagna è la mancanza di una politica che riguarda il trasporto delle merci. La giunta Errani ha perso grandi progetti come il potenziamento del trasporto su ferro non invasivo e dell’utilizzo del grande fiume Po come infrastruttura per i trasporti. Altrettanto necessari sono miglioramenti della viabilità, soprattutto dal punto di vista dei collegamenti tra la città e i comuni della provincia e tra comune e comune. Interventi specifici sulla viabilità sono necessari soprattutto in montagna. Tutto questo è possibile solo armonizzando la distribuzione delle risorse economiche della Regione e riportando l’interesse oggi spostato ad Est (vedi Riviera Romagnola) verso la nostra Provincia. La Regione per cui lavorerò è una regione equilibrata, che contrappone al centralismo di Bologna un policentrismo sull’asse della Via Emilia con Parma protagonista di sinergie di vasta area nell’Emilia Occidentale. Ringrazio il partito che, proponendomi la candidatura, ha dimostrato fattivamente la sua fiducia nelle mie possibilità, conferendomi la responsabilità di rappresentarlo in questa consultazione per riscuotere il maggior numero di consensi. Ho accettato questo impegno con orgoglio e sto profondendo tutta me stessa nella realizzazione di un progetto ambizioso ma raggiungibile. Tutta la squadra del Popolo della Libertà, della Lega Nord e a Parma de La Destra, guidata dall’On. Anna Maria Bernini, unita per il conseguimento di un unico obiettivo, quello che finalmente la nostra coalizione possa prendere la guida della Regione.
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